
A metaphor of Jesus
Il Pastore
Gesù si definisce il buon pastore, e la parola 'buono' ha un peso, significando genuino, la cosa reale rispetto al salariato. Separa la Sua cura con un atto sopra ogni altro: il buon pastore dà la Sua vita per le pecore. È una dichiarazione di proprietà, di amore e di morte.
“I am the good shepherd: the good shepherd giveth his life for the sheep.”John 10:11
The real thing behind it
Un pastore giudeo viveva con il suo gregge piuttosto che guidarli da dietro. Camminava davanti, e le pecore seguivano la Sua voce, una voce che conoscevano da ogni altra. Le conduceva all'alba a pascolare nei sottili pascoli collinari, trovava acqua in una terra arida e le riportava a un ovile di notte, un recinto di pietra dove spesso si sdraiava lui stesso attraverso l'apertura. Il lavoro era pericoloso. I lupi arrivavano, e leoni e orsi erano venuti in generazioni precedenti, e un ladro avrebbe ucciso per rubare. Un uomo assunto poteva scappare quando appariva il lupo, perché le pecore non erano sue. Un vero pastore stava tra il gregge e la minaccia, scommettendo il proprio corpo sulla loro sicurezza. Il bastone e la verga erano strumenti di difesa e salvataggio, non decorazione.
What Jesus means by it
Gesù traccia la linea tra il pastore che possiede e il salariato che è solo pagato. Il salariato fugge perché la sua pelle conta di più del gregge, ma Gesù resta. Conosce le Sue pecore per nome, non come un branco, ma come individui, e loro conoscono la Sua voce tra le molte voci che chiamano. Vuole dire che la Sua cura è personale, costosa e affidabile esattamente nel punto in cui arriva il pericolo. Non guida dalla sicurezza e urla istruzioni. Va avanti nel rischio. Quando appare il lupo, la misura di un pastore si rivela, e la Sua misura è che non correrà. Egli offre la Sua vita di proposito, nessuno la prende da Lui.
How it reveals Christ
Questa immagine raccoglie l'intera storia delle Scritture, dove il Signore è il pastore del Suo popolo e i leader di Israele sono stati giudicati per aver disperso il gregge. Gesù assume quel ruolo e lo compie in un modo che nessun pastore ordinario potrebbe: muore per le pecore e riprende la Sua vita. Sulla croce il pastore divenne il sacrificio, stando nel posto del pericolo affinché il gregge potesse vivere. Conosce ancora i Suoi per nome, guida ancora attraverso valli dove l'ombra è reale, e la Sua voce chiama ancora attraverso il rumore. Appartenere a Lui significa essere conosciuti, difesi e guidati da Colui che ha già dimostrato cosa è disposto a pagare.
Questions people ask
qual è la differenza tra il buon pastore e il salariato
Il pastore possiede le pecore, quindi la loro sicurezza è una sua preoccupazione, e resta quando arriva il lupo. Il salariato è solo pagato, quindi scappa, perché il gregge non è suo e la sua vita conta di più. Gesù usa il contrasto per mostrare che la Sua cura è costosa e affidabile esattamente dove appare il pericolo, provata dalla Sua disponibilità a morire.
perché Gesù si chiama il buon pastore
Perché un vero pastore giudeo guidava da davanti, conosceva ogni pecora e stava tra il gregge e i predatori a rischio della sua vita. Gesù rivendica quella stessa cura personale, protettiva e sacrificiali, e poi supera ogni pastore effettivo offrendo realmente la Sua vita per le pecore e riprendendola, morendo affinché il Suo gregge potesse vivere.